Lo sport giovanile in Italia nel 2025: una fotografia statistica e sociale
Negli ultimi anni la partecipazione allo sport in Italia ha mostrato segni di crescita complessiva, ma con dinamiche differenziate tra le fasce d’età, i generi e le aree geografiche. Se consideriamo l’intera popolazione, poco più di 37,5 % delle persone di 3 anni e più pratica uno sport nel tempo libero (con continuità o saltuariamente), un valore in aumento rispetto a decenni precedenti. Istat
1. Partecipazione per fasce d’età: focus 6–18 anni
La pratica sportiva è fortemente legata all’età e raggiunge i picchi nelle fasce giovanili, in particolare:
Bambini 6–10 anni: la propensione alla pratica è significativa — secondo le analisi ISTAT e fonti storiche epidemiologiche, oltre la metà della fascia 6–10 anni pratica sport in modo continuativo. EpiCentro
Ragazzi 11–14 anni: qui si registra la quota più alta di partecipazione sportiva, con circa 75,6 % dei ragazzi coinvolti in attività sportive (inclusi sport organizzati e continuativi). Istat
Adolescenti 15–17 anni: la partecipazione resta elevata ma comincia a diminuire con l’aumentare dell’età — circa 66,1 % di questa fascia pratica sport. Istat
Trend di lungo periodo: l’abitudine sportiva si consolida nelle età giovanili ma si riduce con l’avanzare dell’età adulta, come mostrano le tendenze demografiche italiane di sport e attività fisica. Format Research
Drop-out sportivo tra i giovani
Un fenomeno preoccupante è l’abbandono dell’attività sportiva con l’avanzare dell’età, soprattutto tra la fine della scuola media e l’inizio del periodo adolescenziale avanzato (15–17 anni). Nel 2024 circa 1,56 milioni di giovani tra 10 e 24 anni dichiarano di aver praticato sport in passato ma di averlo poi interrotto, con tassi di abbandono più elevati nelle ragazze che nei ragazzi. Istat
2. Differenze di genere nella partecipazione
L’analisi di genere evidenzia differenze significative:
Nel complesso della popolazione, gli uomini praticano sport con maggior frequenza delle donne (43,4 % vs. 31,8 %). Istat
Tra i giovanissimi, la partecipazione femminile è più alta rispetto alle fasce adulte, ma il divario tende a emergere gradualmente con l’età. L’abbandono della pratica sportiva si verifica in media prima nelle ragazze (~14 anni) rispetto ai ragazzi (~15 anni), contribuendo alla riduzione della partecipazione femminile nei gruppi più anziani di giovani. Istat
Questi andamenti riflettono sia motivi culturali sia barriere strutturali (come minore accesso a impianti e modelli di riferimento), che restano fattori da affrontare nelle politiche sportive. Uisp
3. Diversità territoriale: Nord vs Centro vs Sud
La partecipazione alla pratica sportiva non è omogenea su tutto il territorio nazionale:
Nord-Est e Nord-Ovest presentano le quote più alte di persone attive sportivamente. Format Research
Centro Italia mantiene livelli simili a quelli delle aree settentrionali, sebbene con leggero scarto. Format Research
Sud e Isole mostrano livelli più bassi di partecipazione sportiva, riflettendo in parte minori infrastrutture e opportunità per i giovani sportivi. Format Research
Questo gradiente territoriale è tipico delle disuguaglianze italiane in molti ambiti sociali ed economici, con il Mezzogiorno che paga ancora ritardi nell’accesso a strutture, programmi sportivi scolastici e servizi di supporto alle famiglie. Uisp
4. Scenari e interpretazioni
Sport come bene collettivo e salute pubblica
La relazione tra sport giovanile e salute è un tema sempre più centrale nelle politiche pubbliche: la sedentarietà tra i giovani, benché inferiore rispetto agli adulti, resta una sfida — con circa l’80–90 % dei ragazzi che non raggiunge le linee guida OMS di attività fisica raccomandata. la Repubblica
La crescita della pratica sportiva continua a essere guidata anche da motivazioni legate alla salute, al benessere psicofisico e alla socializzazione, più che dal semplice agonismo competitivo. Le politiche di promozione dello sport cercano di valorizzare questi aspetti, mirando a costruire sistemi più inclusivi. Sport e Giovani
Sfide da affrontare
Abbandono precoce: come visto, il drop-out sportivo tra le fasce 15–17 anni richiede strategie mirate nelle scuole e nelle comunità locali. Istat
Disparità di genere: è fondamentale promuovere programmi e ambienti sicuri e accoglienti per le ragazze. Uisp
Gap territoriale: investimenti in infrastrutture e supporto alle famiglie nei territori meno attivi possono ridurre le disuguaglianze di partecipazione. Format Research
Conclusione
Lo sport giovanile in Italia resta un fenomeno dinamico e trainante per la salute e l’inclusione sociale dei giovani di 6–18 anni. Sebbene i livelli di partecipazione siano ancora elevati nelle fasce più giovani, la transizione verso l’adolescenza e le differenze di genere e territorio emergono come fattori chiave da considerare per future politiche e interventi. I dati più recenti confermano anche una tendenza generale alla crescita della pratica sportiva, ma indicano come non basti solo l’entusiasmo giovanile: servono condizioni strutturali e culturali per accompagnare i giovani lungo tutto l’arco della loro crescita sportiva e sociale